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Postfazione di Francesca Innocenzi - autrice - a Formulario per la presenza

 

Collezione di quaderni di poesia “Le gemme” n. 30 - 2022 (Ed. Progetto Cultura)

 

ISBN 978-88-3356-418-0

*

città di acciottolati liquefatti nella pioggia

città di vento e sole

                               di voci e di campane

e uomini vendevano gli stracci per vestire

giocosamente il nulla

 

città di mimi e attori

                                 di manicomi e di ospedali

dove noi ci salutammo frodati di risposte

sul gradino di un portone infranto

 

*

non sono più nuova per te

in questa sottoveste usurata di silenzi

 

un bottone staccato

                               dall’occhio di un’asola in abbandono

 

 

*

 

me ne sto

              come una patata nella terra

avvoltolata tra le tue braccia – 

cosmo iridescente – sorridendo

                                                 che ci copra la sera

 

 

*

all’alba di un sei luglio

 

un gatto bianco all’alba di un sei luglio

ci spiava dal giardino di sotto

la sua voce che mi tremava accanto

alludeva a un amore scomposto

 

portava negli occhi un alone d’autunno

parlava una lingua di spettri di pianto

porgeva le carni a un dolore sedotto

al mondo un’età senza ombra di scampo

 

a buio svegliarsi e all’alba morire

restava sospeso il tempo della vita

da cinque dita spogliata d’azzurro

di questo vestito velato compianto

 

un gatto bianco all’alba di un sei luglio

ci fissava dal giardino di sotto

lasciava al nostro sguardo scoperto

nemmeno l’indizio di un tragico scherno

*

terzine d’inverno

 

ricordi, si essiccavano gerani

al tempo del nostro finto contratto

scaduto. fumo fitto di incensaglie

 

stagnava al chiuso

resisteva fatuo, rendeva visioni

come acqua ferma di vaso marcescente

 

 

 

Postfazione

 

 

Questa scelta di versi comprende poesie già incluse nelle mie sillogi scritte e pubblicate prima dei quarant’anni, fino al 2019: Giocosamente il nulla, Cerimonia del commiato, Non chiedere parola. Negli ultimi mesi ho fortemente avvertito l’esigenza di riunire quelle poche liriche che risuonassero tuttora in me, quelle che si potessero, a mio avviso, considerare portatrici di un senso oltre le contingenze che ne avevano determinato la genesi. È nata così l’idea di questo volumetto, il cui titolo, Formulario per la presenza, potrà forse disorientare, data la mancanza di un nesso evidente con i testi, che recano anzi, a più riprese, tracce di assenze, lacune e sparizioni. Queste cadute nei baratri dell’assenza si sono rivelate tappe obbligate di un percorso, esistenziale e poetico, che mi ha a poco a poco avvicinato alla sostanza delle cose – anche attraverso l’essenzialità della forma – nell’esercizio al qui e ora, nel cogliere l’unicità di istanti in sé perfetti, nel perseguire un barlume di integrità nella frammentazione interna che sempre ci abita. Questa piccola raccolta è per me un formulario per la presenza, perché ogni verso è una pietra miliare in più verso l’esserci, in me stessa e per me stessa, nel mondo e per il mondo. Vuole essere un esercizio per travalicare la narrazione di un io intrappolato nel dolore, attraversare la parola per approdare nel luogo dove superarla, annientarla: «qui/ non chiedere parola/ ma rimani/ in qualunque tempo e forma tu sia». 

Trattandosi di una scelta antologica operata direttamente dall’autrice, qualcuno potrà considerarla un’iniziativa dai toni autocelebrativi. In realtà il mio intento è un altro. Frenata quella giovanile impazienza che mi spingeva a pubblicare, possibilmente, tutto e subito, ora è giunto il tempo della riflessione e della scrematura, di un punto nave da cui emergano scorie e persistenze di un modo di fare poesia che inevitabilmente si intreccia con le fluttuazioni esistenziali, da un lato, e con i nutrimenti che il mondo offre, dall’altro. Alcuni testi sono stati sottoposti a lievi modifiche, quasi sempre nella costruzione del verso, che merita grande attenzione poiché, dal mio punto di vista, il rapporto tra la parola scritta e il bianco del foglio che la segue o la precede rinvia alla relazione tra il suono e il silenzio. «De la musique avant toute chose» ebbe a dire Verlaine, un’affermazione che mi sento di condividere pienamente.

In definitiva, mi piace leggere Formulario per la presenza come la mia vera opera prima in poesia. Ringrazio chi vorrà accoglierla in quanto tale.

 

Settembre 2022                                                                                                           Francesca Innocenzi

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