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"Umano fiorire" di Antonietta Gnerre



Umano fiorire di Antonietta Gnerre

(Passigli 2025)

unisce memoria, natura e spiritualità e trasforma il dolore in un canto di rinascita.

 

Riportiamo di seguito 4 poesie:

 

*

 

EÌ€ svanito il programma del giorno.

Nel bosco i rami hanno smesso

di spiare le ballerine bianche.

Resto a casa. Invoco gli oggetti

di fare silenzio: il vaso rotto in un angolo,

le riviste in disordine accanto al lume.

I quadri alle pareti attraversano

la nebbia degli anni. Mi chiamano

ancora con il mio nome di battesimo.

Ora ripeto un segreto a voce bassa,

trattenere i ricordi nelle mani.

Nel giardino, sulle sedie di paglia.

Nel gesto millenario di accarezzare l’acqua.

Di pregare un petalo di geranio sul davanzale.

 

*

 

Che cosa stiamo cercando ancora?

Forse i punti lunghi della sarta

per imbastire gli abiti per la prova,

prima di cucirli. O gli odori delle stoffe,

che arrivano dal passato.

Le date segnate sui bottoni.

Noi toccheremo con le mani ogni istante,

ogni linea rigida e leggera della terra.

Poi l’odore del pane appena sfornato,

accanto alla sartoria,

ci riporterà̀ dove siamo.

Sulla carta millimetrata di un campo di spighe.

 

*

 

Camminava a piedi scalzi

per non calpestare la terra:

 

era felice di sapere che le ortensie

erano fiorite. Le contava nei vasi.

Diceva che amano l’ombra.

 

Dopo si sedeva e attendeva la lettera

che arrivava da lontano,

con la carta macchiata dai timbri

delle poste. La stringeva,

 

si copriva le spalle con lo scialle

e andava in cerca di un lettore,

lei non si è mai arresaalle lontananze.

Nonna pregava nei lunghi giorni,

con le foglie di gelso tra le mani.

 

*

 

Applico la misura del dono

per camminare sulla terra.

Mi condanno e mi consacro

a gioie più̀ grandi:

ascoltare i solfeggi degli alberi,

disegnare le montagne.

Applico la misura del dono

per saltare con la corda

sulle acque. E ritorno nell’alveare

con l’immagine di un fiore,

di un angelo che pronuncia una sillaba.





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