Io non sono il mio sintomo di Renzia D'incà (IQdB 2024)
La poesia tra sintomo e guarigione
“Io non sono il mio sintomo” di Renzia D’Incà (IQdB 2024)
E quanta vita
dentro queste non parole
se non s/mentite
Torni? e ti rivedo
anche se per
un'altra volta
e poi non vedo più
è buio fuoric’è mal tempo fuori
fuori baricentro
avremo altre estati?
esami, fuochi?
e note sul pentagramma
del Tempo. esilii? forse
carceri o manicomi? Fiori
fiori voglio
vogliamo
lunatici girasoli
Nella nuova casa voglio
alberi di limone e ortensie
rosa e azzurre
voglio finestre
spalancate sul viola
dei tramonti
canti di sireneper una favoladi bellezza e magia
perché́ il giardino è un grembo
e una casa nascedal suo grembo giardino
talvolta in sorte
regno, tomba-regno
oscena morte
Cari amici
guardatevi dagli umani
che loro hanno in mano
la Terra per
conquistarlae arrivare dove
non si può più
conquistare niente
ecco quello è il varco
tutto il restoè sciocca vanagloria
ci resta vigilare
sulle vostre miserie
sulla vostra protervia
ci basta un po' di cibo
una ciotola d'acqua
meglio se pulitaperò anche di pozzanghera
che è più saporita
una mano caldasul pancino sul petto
però non troppo
a lungosennò vi soffio
Ho una gatta
che scrive a Babbo Natale
sta più lei sulla tastiera di me
perchè?
perché ama più di me
le fiabe le fatele storie incantate
sperate
da dentro il pozzo
la gioia la noia
poi resurrezione!
la rosa la gioia
la memoria
infinita gioia
dal pozzo-memoria
una rosa una rosa
una mimosa

