Beppe Mariano
La parola che ti devo
(Di Felice Edizioni 2025)

È uscito recentemente, a fine 2025, l’ultimo libro di Beppe Mariano, La parola che ti devo, Di Felice Edizioni 2025. Si tratta, come spesso avviene per peculiare maniera dell’autore, di una forma di antologia, dove troviamo testi del passato, anche di un quarto di secolo fa, che permangono particolarmente vitali e presenti nel suo intelletto e nel cuore come pietre miliari del passato, affiancati a poesie nuove dettate dai tempi che cambiano, da situazioni diverse, contingenti, ma sempre estremamente significative nell’economia del vivere del poeta.
Propongo alcune letture nuove, in cui lo stile si fa più conciso, quasi epigrammatico e il gusto di ironia, talora sorridente, talora molto amara, rispecchia i tempi difficili che stiamo vivendo negli ultimi anni, spesso francamente incomprensibili al senso comune.
Incontinenza
Hai bramosia di scrivere, sostieni.
Scrivendo, debordi dal foglio
al tavolo e, sempre più ingordo,
dalla lavagna al video alle pareti
al computer cosmico...
Ma questo raptus è davvero
incontinenza dell'anima
o solo incontinenza che ti anima?
*
La coscienza
Dalla nostra pace (ma forse è solo quiete)
fortunata e un poco ottusa, solitamente diciamo:
“le guerre che abbiamo attraversato”,
quando invece dovremmo dire:
“le guerre che ci hanno attraversato”,
intendendo, quando c’è, la propria coscienza.
*
Il cane claudicante
Il cane claudicante, senza nome,
girovagante tra le macerie di Gaza,
reso sciancato da un bombardamento,
viene da un soldato con un gesto
della mano chiamato.
Gli si avvicina
incerto, a testa china: non sa
se riceverà un calcio o una carezza.
Non sa, tuttavia tremante gli si avvicina.
Il soldato gli spara, neanche fosse un bambino.
*
Commiato
A quasi novant’anni
mi sono accorciato.
Se arriverò ai cento
sarò lungo come
quando sono nato.
Son Beppe
che sta tornando Beppino.
È uscito recentemente, a fine 2025, l’ultimo libro di Beppe Mariano, La parola che ti devo, Di Felice Edizioni 2025. Si tratta, come spesso avviene per peculiare maniera dell’autore, di una forma di antologia, dove troviamo testi del passato, anche di un quarto di secolo fa, che permangono particolarmente vitali e presenti nel suo intelletto e nel cuore come pietre miliari del passato, affiancati a poesie nuove dettate dai tempi che cambiano, da situazioni diverse, contingenti, ma sempre estremamente significative nell’economia del vivere del poeta.
Propongo alcune letture nuove, in cui lo stile si fa più conciso, quasi epigrammatico e il gusto di ironia, talora sorridente, talora molto amara, rispecchia i tempi difficili che stiamo vivendo negli ultimi anni, spesso francamente incomprensibili al senso comune.
Incontinenza
Hai bramosia di scrivere, sostieni.
Scrivendo, debordi dal foglio
al tavolo e, sempre più ingordo,
dalla lavagna al video alle pareti
al computer cosmico...
Ma questo raptus è davvero
incontinenza dell'anima
o solo incontinenza che ti anima?
*
La coscienza
Dalla nostra pace (ma forse è solo quiete)
fortunata e un poco ottusa, solitamente diciamo:
“le guerre che abbiamo attraversato”,
quando invece dovremmo dire:
“le guerre che ci hanno attraversato”,
intendendo, quando c’è, la propria coscienza.
*
Il cane claudicante
Il cane claudicante, senza nome,
girovagante tra le macerie di Gaza,
reso sciancato da un bombardamento,
viene da un soldato con un gesto
della mano chiamato.
Gli si avvicina
incerto, a testa china: non sa
se riceverà un calcio o una carezza.
Non sa, tuttavia tremante gli si avvicina.
Il soldato gli spara, neanche fosse un bambino.
*
Commiato
A quasi novant’anni
mi sono accorciato.
Se arriverò ai cento
sarò lungo come
quando sono nato.
Son Beppe
che sta tornando Beppino.
Marvi del Pozzo
